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REPORTAGE | Bagno di folla per l'On.Renata Polverini questa domenica

Milazzo, 24 maggio - Si è svolta oggi la manifestazione in Piano Baele con la presenza speciale dell'Onorevole Renata Polverini di Forza Italia. Il comizio, aperto dal giovane Giancarlo Romagnoli, ha visto la partecipazione sul palco di tutte le donne a sostegno di Lorenzo Italiano Sindaco, il quale si è impegnato in un suo intervento poco prima dell'Onorevole Polverini.
 
Alla manifestazione, seguita dalla diretta Twitter, moltissimi partecipanti, nonostante la concomitanza con altri appuntamenti politici.
 
"Tante opere realizzate e nessuno mi ha mai offerto un caffè. Non devo dire grazie a nessuno per fortuna! - ha dichiarato Lorenzo Italiano sul palco - La mia non é una rivalsa, ciò che dico lo sento! Con l'entusiasmo che mi ha sempre contraddistinto tra la gente. Nel 2009 ho consegnato alla città 59 cantieri finiti. Sulla scorta di quello che abbiamo fatto andremo a vincere!"
 


Posted by Ivan Basile on Lunedì 25 maggio 2015
L'onorevole Renata Polverini, già Presidente della Regione Lazio e Vicepresidente della Commissione Lavoro della Camera dei deputati ha parlato dell'importanza di restituire dignità ad un territorio amministrato dalla sinistra in questi anni, a tutti i livelli di governo.
 
"Qui torno sempre volentieri, la Sicilia é la mia seconda casa! Questa é una bella città e io voglio tornarci per festeggiare Lorenzo Italiano Sindaco di Milazzo e dalla folla che vedo posso andar via tranquilla."
 
 

OPINIONI | Ma le rotonde sono davvero così utili? La parola all'esperto

enrico de vita isoradioRotonde si o rotonde no? A Milazzo se ne parla da mesi non solo sull'utilità di queste, peraltro abbastanza discutibile, ma anche per la scelta di aprire tutti questi cantieri contemporaneamente creando ingorghi e incidenti stradali. A questo si aggiunge spesso l'inadeguatezza di alcuni automobilisti decisamente indisciplinati. Andiamo con ordine. La rotatoria è davvero così utile? Dipende da come è fatta e comunque, non è detto che la migliore delle rotatorie, possa essere davvero utile alla viabilità. L'efficacia di una rotonda può infatti dipendere dal contesto, dalle strade circostanti, dalla larghezza e altri fattori tecnici. Pubblichiamo una intervista all'editorialista Enrico De Vita su Isoradio, intervistato da Elena Carbonari apparsa due mesi fa sul magazine Automoto. Gli elementi su cui riflettere sono davvero tanti...

 
Ancora oggi c'è chi non sa come affrontare una rotonda in maniera corretta. Chiariamolo una volta per tutte, cosa dice il Codice della Strada?
«Sembra incredibile, ma ci sono ancora molti automobilisti e motociclisti che non hanno capito come affrontare una rotatoria nella maniera correta. Il Codice della Strade dice semplicemente che le rotonde danno la precedenza a chi circola al loro interno. Questo significa che chi entra in rotonda deve sempre dare la precedenza a tutti coloro che stanno già percorrendo la rotatoria».

 
Perché in Italia, a proposito di rotonde, si parla di una situazione “anomala”?
«Moltissimi comuni italiani, incentivati anche dall'Unione Europea, che presta parecchi soldi alle amministrazioni, stanno costruendo un'infinità di rotonde, anche a sproposito e spesso inutili o addirittura pericolose per chi viaggia in auto o in moto».

 
Come dovrebbero essere costruite le rotonde e come sono invece quelle italiane?
«L'assurdità più frequente è quella di veder spuntare come funghi rotonde con diametro piccolo, a volte ridicolo. Diametri che risultano di gran lunga inferiori a quelli stabiliti dalle normative internazionali, che obbligano a non scendere sotto i 20 metri di larghezza. E in Germania non si può scendere addirittura sotto un diametro di 23 metri. In Italia invece abbiamo rotonde assurde, larghe anche solo 5 metri. Per non parlare di quelle ancora più bizzarre con diametro da 1 metro! Nel nostro Paese si possono vedere rotonde allestite intorno ad un palo della luce. Vengono installati quattro guard rail di plastica intorno ed ecco spuntare una nuova mini-rotonda».

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Un tipico esempio di mini-rotonda
 
Le rotonde sono veramente utili?
«Se si rispetta un diametro minimo di 20 metri le rotonde portano sicuramente benefici per la sicurezza e la gestione del traffico».

 
Ma le mini-rotonde non sono l'unico tranello...
«Oltre alle “rotatorie in miniatura” le amministrazioni comunali italiane fanno un altro grave errore. Spesso costruiscono infatti rotonde con strade tangenti, pratica espressamente vietata dalle norme internazionali, che invece richiedono di far rallentare chi entra fino a fargli assumere la stessa velocità di chi circola all'interno. Solo in questo modo si obbliga chi entra nella rotonda a frenare fino a raggiungere la velocità media di chi si trova all'interno della rotatoria, limitando il pericolo in caso di potenziale collisione».

Nel nostro Paese si possono vedere rotonde allestite intorno ad un palo della luce
 
Perché le rotonde con tangenti sono così pericolose?
«In Italia fioccano le rotonde con tangenti. Ma anche gli incroci con nel mezzo rotonde di un metro, più simili ad una pizza che ad una rotatoria, costituiscono un grave pericolo per la circolazione. Infatti, si lascia che tutti i veicoli provenienti dalle quattro le strade possano percorrere questa “non-rotonda” ad alta velocità, senza rallentare nemmeno di un km all'ora. Se la rotonda è piccola diventa difficile capire chi la sta percorrendo in senso rotatorio, a chi e come dare la precedenza, perché i veicoli che impengano l'incrocio lo attraversano in un batter d'occhio».

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Le rotonde-pizza creano grossi problemi in modo particolare ai mezzi pesanti
 
E poi in Italia nessuno utilizza più le frecce, specialmente in rotonda...
«Sì, è vero. L'altro grande problema legato alle mini-rotonde è causato proprio dalla sparizione degli indicatori di direzione. Automobilisti e motociclisti, infatti, hanno dimenticato l'utilizzo delle “frecce”, obbligatorie per il codice ma desuete per gli automobilisti, tanto da diventare un optional. Così a occhio direi che almeno nove automobilisti su dieci non utilizza le frecce all'interno delle rotonde».

 
Perché è così importante utilizzare le frecce in rotonda?
«Se la precedenza spetta sempre a chi è già nella rotatoria, la mancanza della freccia complica la situazione perchè l'incrocio diventa una situazione ove la precedenza spetterebbe a chi viene da destra. Ma la norma vieta di dare precedenza a chi si appresta a entrare in una rotatoria, perchè deve essere sempre e solo di chi si trova all'interno. Per ultimo, il panorama viene complicato da quei Comuni che riconoscono la precedenza a chi percorre la rotatoria, tranne che per una direzione privilegiata, per esempiop per una direzione utilizzata dai mezzi pubblici, o da un assessore. A Segrate per esempio c'è una rotonda che dà precedenza agli autobus che procedono diritti. Questo è il massimo della incongruenza perché non può avere la precedenza al tempo stesso chi è all'interno e chi si appresta ad entrare in rotonda.».

Le rotonde devono essere perfettamente circolari perché solo in questo modo si possono assegnare a tutti gli stessi diritti e gli stessi doveri
 
Perché non possono esistere rotonde con forme diverse da quella circolare? In Italia se ne vedono così tante...
«Le rotonde devono essere perfettamente circolari perché solo in questo modo si possono assegnare a tutti gli stessi diritti e gli stessi doveri. Non solo ma la forma a cerchio è l'unica che garantisce la percorrenza con velocità costante e con angoli di sterzo fissi (in modo da non muovere il volante e non corere il pericolo di urtarsi). In caso contrario – rotonde bislunghe, a rombo, a pera, a fagiolo e di tutte le forme possibili – siamo di fronte a qualcosa di anacronistico e non riconoscibile, quindi, se ognuno poi se le costruisce come vuole, diventa anche inutile fare norme generali estese a tutto il territorio nazionale.»

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Una "non rotonda" realizzata in mezzo ad un incrocio con barriere in plastica
 
Di chi è la colpa di questa situazione a dir poco caotica?
«Tutto questo – mini-rotonde, rotonde tangenti dove nessuno rallenta e utilizzo delle frecce pressoché inesistente unito a segnali di precedenza ambigui e fuori legge – causa incidenti frequenti nei quali nessuno riconosce il torto. La colpa è prima di tutto del legislatore che in Italia non ha imposto un diametro minimo per la costruzione di rotonde».



La Redazione

POLITICA | Il centrodestra compatto sul progetto di Lorenzo Italiano

Riportiamo l'articolo di Tempostretto sulla conferenza stampa di questa mattina.

Ambiente, Turismo, riduzione delle tasse, queste le priorità di Lorenzo Italiano che, con lo slogan "io ci credo" e la lista "Italiano X Milazzo" prova a tornare sulla poltrona di sindaco, sostenuto dalle forze di centro-destra.

“Io ci credo”: è questo il motto di Lorenzo Italiano, che ha già ricoperto la carica di primo cittadino di Milazzo fino al 2010. Italiano si presenta  ufficialmente alla cittadinanza, forte dell’appoggio di un centro destra che vede nella sua candidatura un atto dovuto, come ha affermato il Presidente del Consiglio, Saro Pergolizzi, “è stato l’unico ad aver realizzato opere pubbliche”.

Italiano si propone  con un nuovo progetto per la città, con alle spalle sicuramente una storia amministrativa importante: “coordinatore di collegio nel lontano '94 per Forza Italia, successivamente coordinatore locale. Poi ancora consigliere provinciale  per Forza Italia  e, infine, sindaco di Milazzo fino al 2010”. Proprio alla sua ultima amministrazione, spiega, si attribuiscono 59 cantieri aperti e portati a compimento.

Quattro le linee guida del candidato del centro-destra: turismo, ambiente, tassazione e sociale. “In questo momento – afferma Italiano - tanta gente sta twittando, mandando proposte, la nostra è un’aggregazione aperta alla collettività. Non ci possiamo permettere di avere la Tasi così alta. Noi la toglieremo. Possiamo sopperire con altre entrate senza gravare sulle famiglie. Imposteremo una campagna elettorale solo sulle cose che vorremo fare e che vorremo portare avanti, e la tassazione è il primo punto focale”.

Progetta quindi un grande porticciolo turistico di 1200 posti barca e la valorizzazione del Castello, facendolo diventare una città castello; naturalmente non verrà tralasciato il centro storico, “anzi – sottolinea il candidato - verranno riqualificate tutte le aree monumentali. Abbiamo una città-castello, una realtà che dovrebbe essere fruita da tutti i paesi frontalieri. Lì vorremmo creare un luogo di riferimento per le culture mediterranee che hanno tanti punti in comune con le nostre radici”.

Per l’ambiente, Italiano parla di raccolta differenziata, individuando già tre aree di raccolta. Per quanto riguarda la tassazione, definita spropositata, progetta già la riduzione, per venire incontro agli imprenditori milazzesi e alle fasce più deboli, in particolar modo gli anziani; proprio sugli anziani e sui centri sociali, Italiano si è soffermato ricordando come alcuni importanti centri, come quello di S.Pietro, sono stati chiusi.

"Creeremo le condizioni ottimali affinché Milazzo possa risorgere attraverso i segmenti produttivi". E sul lavoro interviene anche Saro Pergolizzi, già Presidente del Consiglio, sottolineando come l’intenzione di questa compagine sia quella di “dare lavoro ai nostri giovani, per non farli andare via da Milazzo”.

Pronto a sostenere Italiano anche Franco Cusumano, capogruppo dell’Udc nel consiglio comunale decaduto, che si dice disposto a riprendere “un percorso che si è fermato, sfruttando le vocazioni della città per dare speranza ai giovani” e che rafforza il riferimento al mondo del lavoro, aggiungendo anche il tema dello sport.

Microcredito alle piccole imprese, interventi nei quartieri più periferici, attenzione agli anziani, sono alcuni dei punti che Italiano ha voluto evidenziare e che saranno approfonditi nel corso dei prossimi incontri previsti con i cittadini di Milazzo.


Da Tempostretto.it

L'INTERVISTA | Italiano: "Noi unica alternativa alla sinistra"

Riportiamo di seguito l'intervista integrale pubblicata stamattina dal sito de La Provincia di Messina.it

Si vocifera che lei sia pronto a candidarsi a sindaco di Milazzo, quale priorità darebbe nei primi cento giorni? Quante le cose non fatte ad oggi e quante da fare?

Il mio impegno per Milazzo è difficilmente quantificabile in giorni o in annunci numerici. La mia storia e la mia coerenza lo dimostrano. Abbiamo scelto di prendere in considerazione l’ipotesi di una mia candidatura per l’area del centrodestra proprio per portare a compimento quanto intrapreso nella mia trascorsa esperienza come Sindaco, prima di questa amministrazione uscente. Tra le priorità che abbiamo a cuore e che vorremmo sul tavolo di un futuro Sindaco ci sono le politiche ambientali, tese al recupero delle bellezze paesaggistiche, la raccolta differenziata, non come lettera morta di accordi elettorali ma come possibile obiettivo raggiungibile nell’ordine del 70% totale della raccolta. Poi una politica tributaria diversa, volta ad alleggerire il carico fiscale dei cittadini e infine il turismo, legato all’aspetto commerciale e quindi lavorativo, ripensando alle nostre risorse e alla loro valorizzazione in termini di cultura, tradizioni e ospitalità.


In tanti stanno sostenendo la sua candidatura e si parla di quattro liste; il progetto politico è condiviso da forze politiche locali, società civile e professionisti o c’è lo zampino dei soliti deputati romani?

Noi abbiamo rapporti di collaborazione e di stima con tanti personaggi politici, protagonisti nei vari contesti regionali e nazionali ma anche europei, com’è giusto che sia per un candidato a Sindaco in una città importante come Milazzo, la terza della provincia di Messina per abitanti. Ma la cosa finisce lì. Per quanto riguarda le liste, il nostro impegno sul territorio non si è mai esaurito, pertanto chi ci aiuterà nel nostro progetto condiviso, lo farà perché ci crede fino in fondo. Sono tanti i professionisti, gli artigiani, i commercianti e gli imprenditori che hanno intenzione di aiutarci in questo cammino. Sul nostro sito www.milazzocicrede.it abbiamo già predisposto una piattaforma dinamica “Dicci la tua” che, attraverso i social, farà da punto di raccolta di idee e proposte di chiunque abbia voglia di esprimersi nel nostro programma.


Cosa rimprovera, politicamente parlando, all’attuale amministrazione?

La situazione in cui versa Milazzo è drammatica ed è palese a tutti i cittadini, anche da chi viene da fuori. Non voglio entrare nella polemica, tuttavia la nostra città merita un programma politico serio, partecipato, che punti al rilancio turistico e commerciale della Piana e delle vie del centro, abbandonate a sé stesse per scelte personalistiche azzardate.


Con chi non farebbe mai una coalizione di governo per la città?

Con chiunque non sposi il nostro progetto e la nostra piattaforma programmatica, tanto per cominciare. Poi sicuramente non mi sentirei di prendere in considerazione l’aiuto di chi Milazzo non l’ha aiutata affatto in questi anni. Il nostro è, e resta, un percorso alternativo alla sinistra.


Diversi le riconoscono un gran lavoro sul territorio, lei è convinto di farcela a primo turno?

A noi non interessano questi giochi da salotto. Scommesse, quote e speculazioni le lasciamo a chi evidentemente non ha di meglio da fare. Noi, invece, investiremo tutto il nostro tempo e le nostre risorse per aiutare Milazzo a rialzarsi. Servono idee e, soprattutto, bisogna tornare ad ascoltare la gente nei luoghi opportuni, dalla rete alle piazze, e non solo nelle segreterie di partito. Solo così Milazzo può farcela. Bisogna crederlo possibile. Io ci credo. La strada è quella giusta.
 
 
A cura della Redazione
 

ELEZIONI | Italiano: "A Milazzo la tassazione va diminuita"

Conosciamo meglio il candidato a Sindaco Lorenzo Italiano attraverso quattro semplici domande...


Perché scegliere Lorenzo Italiano?

Perché a Milazzo abbiamo trasformato le parole in fatti, mentre gli altri si stanno impegnando a trasformare fatti in parole. Ma i milazzesi non sono stupidi e non cascheranno in simili tranelli. Dobbiamo e possiamo fare ancora tanto per la nostra città.


Su quali temi si concentrerà?

A Milazzo c'è bisogno di parlare di ambiente in maniera seria e senza paraocchi. Il recupero paesaggistico, dai problemi minori, come la vegetazione a bordo strada, divenuta un problema maggiore, ai problemi maggiori divenuti minori, come la raccolta differenziata. Proponiamo un nuovo senso del verde, legato ai quartieri, alle esigenze di vivibilità e all’immagine di una città moderna che non può prescindere dai suoi polmoni verdi.


Si può parlare di tasse senza spaventare la gente?

La tassazione va diminuita. Troppe sono le tasse che gravano sui cittadini. Elimineremo la Tasi mentre altre tasse verranno gestite senza perdere la funzionalità dei servizi. In un’epoca di crisi in cui si parla solo di spending review e piani di stabilità, è arrivato il momento di inquadrare un serio percorso di razionalizzazione e gestione intelligente delle nostre risorse. Noi ci crediamo.


Da dove deve ripartire Milazzo?

Milazzo può ripartire da due punti intrinsecamente legati. Il turismo e il commercio. Il porticciolo turistico così come il recupero e la valorizzazione della riviera di ponente, sono progetti già pensati che non hanno bisogno di motivazioni strampalate. Il mare è la nostra più grande risorsa, e noi viviamo tra due mari, per fortuna nostra. Un lusso che nemmeno Taormina ha. Bisogna riportare i cittadini a riscoprire la nostra storia, bisogna usare le tecnologie, dai Qr-code ai social, per motivare i turisti a scoprire il valore storico e artistico della nostra città. Solo una Milazzo 2.0 può far risorgere il turismo e dunque una nuova stagione commerciale legata ad eventi, mostre e cultura itinerante.



A cura della Redazione